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fili colorati

La tessitura a Telaio: un'Antica Arte nella Tradizione Valdostana


Un sapere tramandato di generazione in generazione, capace di raccontare storie di mani sapienti, ma soprattutto pazienti, e in grado di infondere passione, ecco che cos'è la tessitura a telaio. In Valle d’Aosta, questa arte si è profondamente radicata nel territorio, diventando parte integrante dell’identità culturale e storica locale.
Saper creare questo tipo di intrecci non è solo una tecnica, rispecchia uno stile di vita lento e consapevole; fatto di pazienza, cura nei dettagli, creatività.

I telai in legno, grazie alla vocazione di piccoli (ma grandi) artigiani locali, continuano a dar vita a tessuti unici, rigorosamente fatti a mano, che mantengono vive le tecniche tradizionali pur aprendosi a linee più moderne, perfette per chi al giorno d'oggi cerca abbigliamento naturale, di qualità, unico e che racconti una storia. 

Gli occhi curiosi di chi si avvicina per capire questa antica arte, rimarranno sbalorditi da tutto il lavoro e da tutta la dedizione che ci sono per realizzare ogni singolo capo. Chi tesse a telaio, va controcorrente rispetto alla vita attuale: i ritmi sono lenti, il tempo da dedicare è infinito, per i risultati bisogna essere pazienti.
La tessitura valdostana quindi, rappresenta un ponte tra passato e futuro, tra il ritmo calmo del lavoro manuale e il desiderio moderno di autenticità.

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L'Anima

Una delle parole che amo, Tradizione. Dal lat. traditio -onis ‘consegna, trasmissione’,
der. di tradĕre ‘consegnare’ .

Questa antica arte mi è stata consegnata, come dono.

Per me, la tessitura è un modo di esprimermi, una passione silenziosa con la quale creo al mio ritmo, seguendo il respiro del mondo.
Tra le montagne di casa e il passare lento delle stagioni, porto avanti questa antica tradizione affinché possa continuare ad esistere.

Voglio farla vivere attraverso le mie trame.

Voglio che sia amata attraverso i colori che unisco.

Voglio che arda, come arde il fuoco nelle lunghe sere d’inverno in una casa di montagna.

 

Ho sempre pensato che la via da seguire sia quella che strepita dentro ognuno di noi, senza dimenticarsi però degli antichi saperi, essenziali per essere autentici e poter evolvere in questa Vita.

 

Quindi eccomi qui...rallentate con me, guardate con sguardo attento i dettagli, i sorrisi, le persone che amate. E prima di tutto, fate caso a quelle fiamme che intravedete nel vostro cuore.
In ogni mia creazione lascerò un intento, affinché anche voi, come me, possiate respirare profondamente e trovare il vostro sentiero.

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La mia Storia

Eccomi! Sono Margherita, e la mia passione per la tessitura è arrivata in maniera casuale, anche se oggi posso dire con certezza che il caso non esiste, voi cosa ne pensate? Avevo 20 anni, e mia mamma mi ha convinta ad andare insieme a lei ad un corso per imparare a tessere a Biella. La mia conoscenza riguardo l'argomento era molto limitata, eppure, non appena ho preso in mano la spoletta con la lana era come se lo avessi sempre fatto: avevo capito come funzionava l'intreccio tra trama ed ordito, e farlo mi riusciva discretamente bene; tant'è che la maestra continuava a chiedere conferma sul fatto che fosse la prima volta per me perché vedeva una manualità notevole per essere una principiante. Dopo quel giorno, la vita con i suoi giri immensi, mi ha portata in Toscana in un atelier di falegnameria che si dedica alla costruzione manuale di telai con l'obiettivo di renderli i più funzionali possibili per il tessitore. Quel giorno, nonostante in quel periodo fossi impegnata con tutt'altro lavoro, gli eventi mi stavano già mostrando la strada, adesso lo so. I miei genitori decisero di regalarmi un corso di tessitura e il telaio, che per mesi rimase smontato e chiuso nel suo scatolone. Ad un certo punto, ho deciso che era arrivato il momento di dargli (e darmi) una possibilità. Quel giorno è stato davvero memorabile. Mentre eravamo presi dal capirne il montaggio, ci siamo ritrovati con metri e metri di lana srotolata e sparsa in tutte le stanze della casa per evitare di aggrovigliarla, il sostegno indispensabile della mia famiglia e le risate di quei momenti li sento con la stessa intensità di allora. Una volta assemblato e posizionato, ho potuto iniziare a dare libero estro alla mia creatività, e come Penelope tante volte mi sono ritrovata a disfare e intrecciare nuovamente la tela tessuta, ma gli sbagli portano sapienza ed esperienza. Ricordo che guardare il mio primo Poncho finito è stata un’emozione unica, ero pervasa da un senso di gratificazione immensa.

Ogni volta che creo qualcosa, cerco di farlo con un intento profondo e con amore. Dedico del tempo a curare l'energia del mio atelier, metto musica classica o ad alte frequenze, e mi lascio condurre dal flusso che si manifesta. Tessere, per me, è come una meditazione: dedicarmi totalmente, con lentezza e con presenza ad ogni gesto ed intreccio per realizzare qualcosa di unico, autentico e con una storia da raccontare. 

Entrare nel mio atelier è il mio momento di quiete, perché nel resto del tempo sono tutto tranne che ferma e tranquilla.

Questa sono io.

Queste sono le creazioni di Furia.

XOXO

Margherita

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