L'azione che comunica, possiamo quindi definirla COMUNICAZIONE, no?
Almeno con noi stessi, siamo sinceri?
No, dico davvero. Prenditi qualche secondo per riflettere sulla risposta, che deve essere onesta.
Partiamo dalle basi. Definizione del verbo COMUNICARE (secondo il vocabolario Treccani, giusto così, per esserne certi eh): significa fondamentalmente "far conoscere, far sapere" e "mettere in comune". Deriva dal latino communicare, a sua volta legato a communis (comune).
Adesso, mi/ci chiedo: noi, quanto comunichiamo in modo onesto e sincero?
Perché nell’ultimo periodo, con l’apertura della nostra attività, ma anche per quel che riguarda la vita di tutti i giorni, abbiamo trovato qualche difficoltà proprio sulla comunicazione. È un pò come quella frase che diceva: “le parole non dette diventano pietre, e poi le pietre diventano muri…”. Già, e poi i muri come si fa a buttarli giù se abbiamo solo noi stessi come mezzo?
Forse siamo tanto distratti, abbiamo tante cose intorno a noi che richiedono la nostra attenzione. Tanta frenesia che a volte non sappiamo più come gestire e tutto questo porta a comunicare in modo superficiale e disattento, perché se mentre ti parlo tu distogli lo sguardo perché ti arriva un messaggio che leggi sul tuo fantastico orologio che fa tutto, forse anche cucinare, poi dove va a finire l’intimità? Il capirsi trovando uno sguardo di conforto? L’esserci nel qui e ora?
Se mentre siamo a cena ti squilla il telefono e tu devi assolutamente rispondere al capo perché sia mai che alle 20.00 lui non abbia qualcosa di super urgente da dirti per l’indomani?
Dai, riflettiamoci.
Nessuno è perfetto, ma possiamo essere meglio di tutto questo.
Non è difficile, ci va solo un pò di cuore e presenza. Siamoci. Lo so che non si dice ma pazienza (ho controllato sempre sulla Treccani, per esserne sicura, dice che questa parola assolutamente è errata, peccato, aggiungo io!). Quindi lo ripeto, SIAMOCI. Per noi, PRIMA COSA, ma anche per chi amiamo, per quella persona che cammina da sola che ci fa una battuta o ci lancia un sorriso perché in realtà si sente sprofondare nella sua solitudine, per la ragazza che fa un lavoro che detesta e quindi è un pò imbronciata anche con noi anche se non centriamo nulla.
Se dobbiamo fare un progetto, un lavoro, una qualsiasi fantasmagorica cosa assurda, facciamolo nel nostro miglior modo possibile. Alleggeriamo questa vita. Tanto siamo qui, abbiamo deciso di essere su questa Terra per un motivo…Quindi perché non rendiamo le cose più semplici? Perché sì, qui lo dico e lo confermo, ogni sfida che si affaccia sul nostro cammino possiamo superarla nel migliore dei modi, è come la pillola, con un poco di zucchero, va giù. Ma la quantità dello zucchero siamo sempre noi a deciderla.
Possiamo fare un bel sorriso a occhi chiusi e un respiro profondo. Ascoltiamo il nostro cuore che pulsa ininterrottamente per ricordarci che ci siamo. Emozioniamoci, anche per la cosa più semplice del mondo. Non sfasciamoci la testa per tutte quelle cose che ci preoccupano, tanto in un modo o nell’altro ogni cosa si risolve.
E soprattutto, impegniamoci, a essere presenti e a comunicare: nel nostro quotidiano, nel nostro lavoro, nel nostro tutto.
Con Gratitudine,
Grazie per averci lette Anima Luminosa.
XOXO
L&M
BornToBeFuria

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